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Home Cucini Un piatto a base di uova e… sperma di trota. Si chiama “Fecondazione”!
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Un piatto a base di uova e… sperma di trota. Si chiama “Fecondazione”!

Pubblicato il 26/03/2013 in Cucini

Ormai la gara alla ricetta sempre più creativa non conosce limiti. E tra programmi tv a base di ricette, talent a colpi di mattarelli e sac-à-poche, libri di ogni tipo firmati da chef pluristellati o star di cinema e tv, la mania della cucina impazza sempre più.
Di ingredienti strani sono piene le cucine degli chef ma talvolta, forse, si vuole esagerare con l’originalità. Avete mai sentito un piatto a base di formaggio quark, funghi tibetani, uova e …. sperma di trota? Si, avete capito bene.
Il nome del piatto è “Fecondazione” ed è stato partorito dalla mente del giovane e rinomato chef  italiano Lorenzo Cogo.
Ecco la ricetta:
Le uova di trota sono cotte in brodo dashi e accompagnate da formaggio quark, cipolla erba cipollina e fave. Le fave devono essere sbollentate ma lasciate croccanti e condite con olio di demi di lino. Poi si compone il piatto: si spalma il formaggio mischiato con l’erba cipollina, si aggiungono le fave croccanti, le uova di trota cotte nel brodo e i capperi di Pantelleria. Ed ecco la “fecondazione” che avviene versando all’ultimo momento lo sperma della trota. Ultimo tocco, un pizzico di cordyceps, un fungo tibetano con proprietà afrodisiache, e una spolverata di alga spirulina.

Ricetta "La Fecondazione"

Alla inevitabile domanda su come gli sia venuto in mente un simile piatto, il giovane chef ha dichiarato: “E’ la mia ricetta contro lo stress. Ho unito questi due elementi (uova e sperma) immaginando l’embrione e l’importanza che ha l’alimentazione della madre nello sviluppo del feto”.
E ancora: “Si utilizzano uova e sperma della trota perché il piatto vuole rappresentare la nascita di una nuova vita”.
Per la cronaca, “Fecondazione” non è ancora stato inserito nel menu del suo ristorante perché ha dichiarato il suo inventore “Non credo che i miei clienti siano pronti… Per apprezzarlo ci vuole una base di alta cucina molto forte”.
Chiaro il messaggio? Solo per palati… pronti!

 
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